Rimotivation
Di fronte alla crisi di cui tutti parlano e a cui l’intero mondo riformato cerca di dare risposta, i manager di Zzzoot - unica riserva dell’universo dove pensano di poter venirne fuori con qualche furbata - decidono di lanciare il “PROGETTO RIMOTIVATION: un sorriso ti cambia la vita E ti salva il business”.
L’idea geniale è di Sul Pezzo, il direttore commerciale, che chiama la responsabile della comunicazione Marta Font e le urla : “Ueeee, qui bisogna ridare un clima positivo, una botta di fiducia a questa azienda! Sono stufo di vedere gente attaccata ai muri che pensa solo a pararsi il culo!”. In men che non si dica la Font chiama una agenzia di conversational marketing (di quelle cioè che ti riposizionano l’immagine dell’azienda conversando con il target) e dopo soli tre mesi di brain storming, per definire il pantone del logo del progetto “rimotivazionale”, il programma anti-crisi viene lanciato. Priorità assoluta viene data naturalmente ai gadgets: a tutte le lampade dei dipendenti sarà appesa una pallina sorridente-interattiva che con un semplice strofinio diventerà giallo-energia-rimotivazionale!!
La fattura del progetto cancellerà il margine operativo del primo trimestre ma Sul Pezzo è convinto: “Solo la rimotivation ci salverà!”. Peccato che intanto la disperazione in azienda monta… Il middle manager Nicola Centrifuga, stremato dalla sua ernia iatale di origine psico-stressatica, aveva tentato di spiegare alla Font che a lui questo progetto “rimotivation” faceva ulteriormente strozzare l’ernia e che l’idea della faccina sulla lampada avrebbe potuto essergli fatale… ma la Font, coerente con il modello conversational e del tutto indifferente alle sofferenze dei noiosissimi manager intermedi, aveva esclamato: “Che prezioso contributo! Questo potrebbe essere l’argomento clou del blog aziendale per animare la community!”.
Scrivere su un blog quello che pensava veramente? Centrifuga non l’avrebbe fatto mai! La sua cordata era già in pericolo e rischiava di essere scaricato da Sul Pezzo, ritrovandosi - nel bel pieno della crisi e delle possibili “dismissioni di manager” - tra due fuochi: cioè tra il suo capo e La Porta (probabile suo futuro capo).Ma se il progetto delle palline-faccine viene comunque avviato cosa può fare un semplice middle noiosissimo manager? Dimostrare il suo totale allineamento con lo spirito rimotivation! Così Centrifuga chiama Pacco (il suo stagista, giunto ormai al 27° stage) e gli impone di partecipare attivamente al blog aziendale lanciando messaggi rimotivazionali per i colleghi … a suo nome. Sebbene Pacco abbia tentato il suicidio già sette volte, strangolandosi mentre faceva inserimento dati, e sia stato salvato per puro miracolo perché chiamato ogni volta in tempo dal suo capo a sostituire un collega svenuto al contact center… a Centrifuga sembrava la persona più motivata a motivare, o forse, l’unico che poteva costringere.
Il giorno del lancio ufficiale del nuovo programma rimotivazionale anti-crisi, Sul Pezzo, già in totale crisi, finisce per ubriacarsi di Negroni già alle 19.00 (3 ore prima della media giornaliera) e se torna a casa. La moglie Silvia Bilancia, la psicologa, come al solito lo accoglie ricordandogli che il loro matrimonio è in crisi. Una crisi anche in famiglia? E come si gestisce? Attivare un programma rimotivazionale anche in casa sua? Sul Pezzo prova a spiegare alla moglie che il momento è serio, che c’è la MEGA crisi, che bisogna lavorare di più. La Bilancia – da ecologista sfrenata – ha cominciato a predicargli che lui, come Obama, deve promuovere in azienda un programma-stimolo di innovazione green: “Solo con il green ci salveremo!”. La giornata di Sul Pezzo finirà profondato sul divano a guardare una puntata del dr. House alle prese, guarda caso , con le crisi (epilettiche) di un paziente.
E, una crisi dopo l’altra, Sul Pezzo si arrende: in fondo questo è solo un mese come un altro, a Zzzoot.
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